|
LA
PREPARAZIONE
PRECAMPIONATO
PREMESSA
La strutturazione di una preparazione
precampionato è un percorso a tappe che necessariamente si
riferisce alle singole realtà sportive e non può prescindere
dalla considerazione di alcune variabili come:- le strutture
disponibili;- le risorse umane;- le competenze e la
composizione dello staff tecnico;- le caratteristiche morfo -
funzionali dei giocatori;- la disponibilità ad allenarsi
(secondo criteri piuttosto rigorosi);- gli obiettivi della
stagione agonistica, e il calendario del campionato (durata e
pause).Lo schema ipotetico tiene in considerazione la
conformazione geografica della Penisola, quindi le differenze
climatiche (si pensi a percentuali di umidità, temperatura
esterna, altitudine …) e l'orario degli allenamenti sono
ulteriori variabili significative.Non s'interpreti, quindi,
questa preparazione precampionato come uno strumento rigido da
applicare a chicchessia; la peculiarità e la singolarità dei
vari contesti sportivi non possono essere superate con
un'operazione di sintesi così semplicistica: la
generalizzazione non è concessa.Infatti, le abitudini degli
atleti e la scelta del periodo di riposo da osservare,
l'attività da svolgere nei mesi di sospensione della fase
agonistica (la cosiddetta fase di transizione), impongono una
serie di considerazioni e di interrogativi di ordine pratico e
metodologico:- come organizzare il lavoro?- Quale obbiettivo
deve porsi il condizionamento atletico?- Come realizzarlo e
controllarlo periodicamente?L'organizzazione del
precampionato, si è detto, è condizionata dalle variabili
analizzate, ma deve sempre e comunque essere pianificata dal
preparatore e dall'allenatore, con il primo che deve modulare
i carichi di lavoro in funzione del secondo e delle proposte
tecnico-tattiche che precedono o seguono quelle
condizionali.L'obiettivo principale è rappresentato dalla
prevenzione degli infortuni: sia le caratteristiche sia le
dinamiche del gioco impongono movimenti esplosivi e arresti
improvvisi; il periodo di transizione comporta, per alcuni
atleti, la modificazione della composizione corporea con
conseguente variazione delle percentuali di massa grassa e
magra; la durata della stagione agonistica, con la disputa di
play-off e play-out in condizioni climatiche a volte estreme
(per temperatura ed umidità) costituiscono un elevato margine
di rischio per la muscolatura e le articolazioni più
sollecitate.Infine la valutazione delle principali capacità
motorie deve diventare una modalità di controllo sistematica
che deve assicurare un certo margine di sicurezza nel momento
in cui si deve programmare e riadattare il lavoro ipotizzato
(R. De Bellis, Test perché?, Il Nuovo Calcio numero 95, pagg.
164-166).Dopo la doverosa premessa, per avere una chiave di
lettura che espliciti meglio le proposte,è opportuno
precisare quanto segue:- le proposte rappresentano le sedute e
i giorni non sono necessariamente consecutivi: ciò significa
che alcuni allenamenti, previa opportuna valutazione, possono
essere "sdoppiati";- quasi sempre si è fatto
riferimento all'utilizzo di sovraccarichi (a prescindere dalla
loro entità) perché costituiscono una pratica diffusa anche
presso squadre non professionistiche: la presenza su tutto il
territorio nazionale di centri fitness e palestre private è
una potenzialità di cui si può facilmente disporre;-
viceversa, parlare di potenziamento o condizionamento
muscolare sarebbe poco corretto laddove si propone un lavoro
atletico agli adulti (che comunque hanno alle spalle un
back-ground sportivo di medio livello), adottando
esclusivamente esercitazioni a carico naturale;- gli
allenamenti sono quasi sempre organizzati in doppie sedute,
suddivise in una parte mattutina e una pomeridiana: lo
svolgimento di entrambe rappresenta l'ipotesi migliore, ma è
evidente che, per ragioni sopra esposte, la parte prevista di
pomeriggio potrebbe essere più applicabile in contesti
sportivi meno evoluti;- quello proposto (per le competenze di
chi scrive) è essenzialmente un lavoro di condizionamento
atletico, anche se presenta alcune esercitazioni
tecnico-tattiche: queste ultime costituiscono solo un
suggerimento e un'esemplificazione delle proposte che possono
integrare le esercitazioni atletiche, anche alla luce
dell'esperienza pregressa in alcune squadre di calcio a
cinque;- è indispensabile integrare sempre il lavoro atletico
con una parte di esercitazioni tecnico-tattiche che devono
tentare di favorire gli adattamenti.La programmazione e stata
suddivisa in fasi, ciascuna delle quali prevede obbiettivi
specifici e metodologia di intervento sulle differenti
capacità di forza (vedi tabella seguente).
Tabella
| |
Serie |
Ripetizioni |
Metodo |
| Fase 1 |
4 |
12\15 |
Circuito |
| Fase 2 |
3 |
4\6 |
Serie per ripetizioni
(oppure piramidali) Conetti |
| Fase 3 |
5\6 |
6\8 |
Carico naturale
Pliometria verticale e orizzontale |
1^ Fase
(4 giorni)Questi gli obiettivi:-
test;- capacità aerobica;- potenza aerobica;- forza
resistente.
Primo giorno
Mattino: test di valutazione
(Protocollo di Bosco per il pool di forza; 10 metri; navetta
5x14 metri; test di Leger).Pomeriggio: 10' di tecnica
individuale ( controllo della palla con spostamenti nelle
varie direzioni, controllo della palla dopo situazioni che
generano equilibrio precario, dribbling, slalom tra coni o tra
compagni in movimento, …); 10' di stretching; 15' di
andature (skip basso, skip alto in avanti, indietro, laterale,
corsa calciata, passo stacco, curando il lavoro dei piedi);
15' di esercizi di propriocettività e potenziamento dei
muscoli della gamba e del piede; 20' di corsa continua,
addominali e glutei.
Secondo giorno
Mattino: forza resistente in palestra (8-10 stazioni
comprendenti esercizi per quadricipite, polpaccio, soleo,
flessori della coscia, adduttori, abduttori, dorsali,
pettorali, estensori del dorso). Al termine, 25' di partitina
libera: può servire all'allenatore per osservare le qualità
e tipologia dei movimenti dei nuovi giocatori inseriti in
rosa.Pomeriggio: 15' di tecnica individuale in regime aerobico
(percorsi di conduzione della palla, controllo e passaggio,
…); 20' di tattica sul campo; 10' di andature (skip basso,
skip alto in avanti, indietro, laterale, corsa calciata, passo
stacco, curando il lavoro dei piedi); 30' di corsa continua,
addominali e glutei; 20' di partitina libera.
Terzo giorno
Mattino: forza resistente in palestra; 30' di fartlek con
cambi di ritmo di 1' ogni 4' (6 cambi in totale).Pomeriggio:
20' di tecnica individuale in regime aerobico; 15' di esercizi
di propriocettività e potenziamento dei muscoli della gamba e
del piede; 25' di schemi offensivi e difensivi; addominali e
glutei.
Quarto giorno
Mattino: forza resistente in palestra, fartlek 3x8' con
variazioni di 20'' e recupero in corsa lenta di 1'.Pomeriggio:
amichevole.
2^ Fase
(5 giorni)Questi gli obiettivi:-
potenza aerobica;- resistenza lattacida;- forza massimale.
Quinto giorno
Mattino: forza massimale in palestra (esercizi di forza
massimale per quadricipite e polpaccio, gli esercizi per i
rimanenti gruppi muscolari rimangono invariati riducendosi a 8
- 10 ripetizioni). Potenza aerobica: 3 x 1.000 metri secondo i
risultati del test di Leger e con recupero di 3' tra una
ripetuta e l'altra.Pomeriggio: 15' di tecnica individuale, 10'
di stretching e mobilizzazione della colonna vertebrale, 45'
di partita con gol valido solo se tutti i giocatori toccano la
palla e se tutti sono nella metà campo avversaria; addominali
e glutei.
Sesto giorno
Mattino: riposo.Pomeriggio: forza massimale in palestra.
Potenza aerobica: fartlek 3 x 8' con variazione di 20'' e
recupero di 40'': il recupero è di 3' tra le serie. 15' di
esercizi di propriocettività e potenziamento dei muscoli
della gamba e del piede; 10' di partita libera.
Settimo giorno
Mattino: forza massimale in palestra. Potenza aerobica: 3 x
10' corsa continua con variazione di velocità secondo il
metodo di Bosco.Pomeriggio: 18' di possesso palla (3 x 5' con
recupero di 1'); 2 x 15' di esercizi 2>1, 3>1, 4>1 +
portiere eseguiti alla massima velocità e partendo in
prossimità dell'area di porta (si inizia a
"trasformare" il carico di forza nella gestualità
specifica); nel recupero tra una serie e l'altra esercizi di
stretching, mobilizzazione e scarico della colonna vertebrale
per 5 - 8'. 20' di partita a tema tattico.
Ottavo giorno
Mattino: forza massimale in palestra. Resistenza lattacida:
400-600 metri x 4 volte con recupero di 2'30'' dopo i 400 e 3'
dopo i 600; 15' di esercizi di propriocettività e
potenziamento dei muscoli della gamba e del piede.Pomeriggio:
amichevole.
Nono giorno
Mattino: riposo.Pomeriggio: 15' di tecnica individuale e
stretching, 10' di esercizi di propriocettività e
potenziamento dei muscoli della gamba e del piede.Pomeriggio:
amichevole.
3^ Fase
(6 giorni)Questi gli obiettivi:- resistenza alle
accelerazioni;- forza esplosiva;- forza reattiva;- velocità.
Decimo giorno
Mattino: forza a carico naturale:- 3 x 8 squat jump, più skip
alto e sprint di 10metri (recupero 2');- 3 x 8 counter
mouvement jump, più skip alto e sprint di 10 metri (recupero
2');- 3 x 8 balzi avampiedi a ginocchio esteso più skip basso
e sprint di 10 metri (recupero 2');Resistenza alle
accelerazioni:- 4 x navetta 5 - 10 - 12 metri (recuperi: 30''
fra le ripetute e 3' al termine dell'esercizio);- 4 x tira e
molla 5 - 5 -10 - 10 metri (recupero in corsa lenta tra le
ripetute e 3' al termine dell'esercizio);- 8 x 10 metri
(recupero di 10'');Pomeriggio: 20' di tattica, 15' di schemi
su palle inattive, 30' di partite a tema tattico.
Undicesimo giorno
Mattino: forza a carico naturale:- 4 x 6 counter mouvement
jump, più skip alto e sprint di 10 metri (recupero 2');- 4 x
6 balzi con arti inferiori divaricati sul piano sagittale più
skip alto e sprint di 10 metri (recupero 2');- 4 x 6 balzi
avampiedi a ginocchio esteso nei cerchi con rotazione in volo
del corpo (recupero 2').Resistenza alle accelerazioni:- 4 x 30
metri su un triangolo equilatero di 10 metri di lato (20'' tra
le ripetute e 3' al termine dell'esercizio);- 6 x 40 metri su
un quadrato di 10 metri di lato (20'' tra le ripetizioni e 3'
al termine dell'esercizio);- 6 x tira e molla su un triangolo;
sprint sul cateto di 10 metri, corsa lenta sull'ipotenusa,
sprint sul cateto di 10 metri.Pomeriggio: amichevole.
Dodicesimo giorno
Mattino: riposo.Pomeriggio: forza a carico naturale:- 4 x 3
balzi successivi su una sola gamba;- 5 quintuplo;- 5 biplo
più sprint di 12 metri.15' di esercizi di propriocettività e
potenziamento dei muscoli della gamba e del piede, 20' di
esercitazioni composte da 3 squadre di 4 elementi ciascuna
più i portieri che rimangono stabilmente in porta. Due
squadre giocano in una metà campo e l'altra aspetta che chi
difende vada in attacco nell'altra metà campo. 10' di partita
a 2 e 1 tocco; addominali e glutei.
Tredicesimo giorno
Pomeriggio: forza reattiva:- 3 x 6 (pliometria Bosco - Pittera);
caduta da un cubo di 30 - 40 centimetri con angolo coscia -
gamba di 90° più skip alto e sprint di 5 metri (recupero
3').- 3 x 4 x gamba: caduta in avanti da un cubo di 30 - 40
centimetri su un solo arto seguita da altri 2 balzi
alternati;- 4 x 6 balzi sugli avampiedi a ginocchio esteso nei
cerchi disposti a zig-zag (pliometria orizzontale).Velocità:
serie di sprint su 5 - 8 - 10 - 12 metri (140 - 150 metri al
massimo).Esercitazioni sulle palle inattive.
Quattordicesimo giorno
Pomeriggio: 10' andature, pliometria verticale;- 3 x 8 più
sprint 5 metri;- 3 x 8 più 3 balzi su over di 20
centimetri.Forza a carico naturale:- 5 x 6 biplo più sprint
di 5 metri;- 5 x balzo in alto (counter mouvement jump) più
sprint 5 metri.20' di esercitazioni per il contropiede; 30' di
partita a 3, 2 e 1 tocco.
Quindicesimo giorno
Pomeriggio: esercitazioni di psicocinetica con sprint su 5, 10
e 15 metri, anche combinate con la palla del volume totale
massimo di 250 metri, esercitazioni tecnico-tattiche di
controllo e conduzione della palla in velocità, anche con
handicap (chi guida 3-4 metri avanti a chi insegue oppure chi
insegue deve prima effettuare un cambio di senso di direzione
e poi rincorrere), 45' di partita con tema tattico.
Conclusioni
Al termine è opportuno riprendere con
il microciclo settimanale, cosiddetto di scarico, ossia un
microciclo che si pone come obbiettivo lo sviluppo della
velocità, della forza reattiva dei piedi e della rapidità di
reazione. Dopo questo microciclo è consigliabile ripetere i
test di valutazione per verificare la qualità del lavoro
svolto dagli atleti e per organizzare i successivi mesocicli:
a questo punto della programmazione si può prevedere di
ripetere la batteria di test solo in prossimità delle pause
di campionato.
TEST
E METODICHE DI VALUTAZIONE ATLETICA DI UNA SQUADRA DI CALCIO A
5
PREMESSA
Nel corso di questi ultimi anni le
conoscenze e le competenze in materia di preparazione fisica
sono aumentate e migliorate ed hanno portato tutti gli addetti
ai lavori a voler controllare scrupolosamente quanto di
allenamento in allenamento si andava proponendo. Il test è
così entrato progressivamente a far parte di quelle
competenze necessarie per un preparatore atletico e per un
allenatore che voglia sapere, in ogni momento del
precampionato e del campionato, in quali condizioni si trovi
il proprio gruppo di atleti. Di recente il test ha fatto
ingresso nella preparazione atletica del Calcio a 5,
contribuendo a migliorare qualitativamente la condizione
fisica degli atleti e quindi la spettacolarità del gioco
stesso. Quando si parla di test nella preparazione
precampionato e nei vari monitoraggi periodici durante il
campionato si fa sempre riferimento a test atletici, ossia a
quelle metodiche che consentono di conoscere con il minore
margine di errore possibile la condizione atletica dei propri
giocatori. Il test è uno strumento di indagine cosiddetto da
campo che consente di conoscere quantitativamente il livello
di una determinata capacità fisica. Sulla scorta di tali
conoscenze è infatti possibile prevedere l'intervento di cui
il gruppo necessita e tornare ad indagare, a periodici
intervallo di tempo, il proprio operato con il medesimo test.
Le principali caratteristiche di un test da campo devono
vertere sui seguenti aspetti:- semplicità esecutiva;-
obiettività, cioè non deve essere influenzato dal
rilevatore;- standardizzazione, cioè deve essere proposto
sempre allo stesso modo ( allo stesso orario, dopo il medesimo
riscaldamento etc.).
Modello funzionale
La selezione dei test da somministrare
ad inizio preparazione e nelle successive fasi della stagione
agonistica è condizionata dal modello di prestazione studiato
nel Calcio a 5: se, fino a qualche anno fa, esistevano in
Italia pochissimi lavori sperimentali i grado di orientare
tali scelte (Castagna e D'Ottavio, 1994; Sannicandro, 1995a e
1995b), oggi il preparatore ha a disposizione un congruo e
sufficiente numero di ricerche scientifiche per poter
programmare il lavoro annuale (D'Ottavio, 1997; D'Ottavio e
coll., 1997; Marella e Risaliti, 1997; Facchin et al., 1999).
Dalle ricerche condotte sui giocatori di Calcio a 5 è emerso
che la VO2 max è, in media, di 54+_ 4.24 ml/Kg/min (misurata
indirettamente con il test di Leger), la forza esplosiva con
riuso elastico, indagata con il CMJ secondo il protocollo di
Bosco (1992), si attesta sui valori di 41.4+_4.6 cm; la
produzione di acido lattico, valutata con il test di Mader, ha
rilevato accumuli medi pari a 4.5mM (D'Ottavio e coll.,1997),
mentre la frequenza cardiaca media in gara si è attestata su
179.9+_7.9 b/m. Le valutazioni delle velocità di corsa
misurate con il play controller nel primo tempo di gioco hanno
evidenziato un volume di circa 3500 metri (percorsi in 22
minuti circa in quanto sono stati misurati 8 minuti durante i
quali il giocatore è fermo) così distribuiti: 2000 m, corsa
a bassa intensità; 500 m, corsa a bassa intensità; 500 m,
corsa a velocità di soglia anaerobica (13 - 15 Km/h); 500 m,
a velocità elevate, suddivisi in numerose accelerazioni di
brevissima durata (D'Ottavio, 1997).
Test nel Calcio a 5
Per una rassegna completa dei test da
campo è opportuno rinviare ai lavori scientifici specifici
sull'argomento (Fini e Codovini, 1990). Di seguito si
riportano alcuni dei test da campo più utilizzati per ragioni
di praticità di esecuzione, per motivi di ordine scientifico
(sono quelli che attualmente offrono garanzie migliori di
attendibilità) e per i vantaggi di ordine metodologico che
derivano dalla relativa somministrazione.
Test di Bosco
La pedana a conduttanza ed i
protocolli definiti da Bosco (1992) consentono di ottenere
preziose informazioni sui valori delle diverse espressioni di
forza del giocatore di Calcio a 5. E' opportuno indagare la
forza esplosiva con il protocollo SJ test, quella esplosiva
con il riuso elastico con il protocollo CMJ test e la
capacità di forza reattiva con il protocollo DJ test. Di
particolare rilevanza possono essere i dati relativi al
Rebound Jump test 15" per conoscere il livello delle
capacità di resistenza alla forza veloce. La SJ test è
rilevante perchè valuta la forza esplosiva e questa pare
essere altamente correlata con le migliori prestazione sui 20
m e sui 60 m e, quindi, con la capacità di accellerare il
proprio corpo nel minor tempo possibile.Il CMJ test è
interessante perchè rileva la capacità di riutilizzo da
parte dell'atleta dell'energia accumulata nel contromovimento
delle componenti elastiche attive (ponti actomiosinici) e
passive (strutture tendinee) del muscolo. Il DJ test fornisce
indicazioni circa i tempi di contatto e di conseguenza
l'altezza di caduta ottimale per l'atleta. Dall'analisi del
modello prestativo il Rebound Jump test 15" appare il
più interessante per fornire valori relativi alla resistenza
alla forza veloce. Altri test da campo per la valutazione
delle espressioni di forza. In mancanza della pedana a
conduttanza i valori riferiti alla capacità di forza possono
derivare dalla somministrazione del test di Abalakov, del test
di Seargent, dal salto in lungo da fermo e dal quintuplo che,
pur non essendo attendibili come le rilevazioni realizzabili
con l'Ergojump, costituiscono uno strumento di controllo
sufficientemente valido
Test di Leger
Il test di Leger è forse lo strumento
di indagine più funzionale per la misurazione della potenza
aerobica del giocatore di calcio ed in particolare di Calcio a
5. Consiste nel correre a velocità progressivamente crescente
regolando la propria corsa in base a segnali sonori che
aumentano il ritmo ad ogni minuto di corsa. La corsa si svolge
sulla distanza di 20 m con un percorso di andata e ritorno.La
corsa si regola in base a segnali sonori per cui, ad ogni
suono, il giocatore deve trovarsi ad una delle estremità del
percorso. Ogni minuto di corsa viene come "pailer"
ed il test è sospeso quando il giocatore non riesce per due
suoni consecutivi a raggiungere una delle estremità.Al
termine della prova l'esaminatore conta i pailer raggiunti dai
singoli atleti per confrontarli con apposite tabelle. La
tabella di riferimento, oltre a fornire il valore di VO2 max
del giocatore, determina la velocità massimale aerobica,
ossia la velocità massima sostenibile dal soggetto attingendo
prevalentemente energia dai meccanismi aerobici. Il dato è di
fondamentale importanza perchè permette, sulla base del
risultato ottenuto dal singolo atleta, di percentualizzare il
carico in virtù della sua massima velocità aerobica in ogni
fase della stagione ed in ogni esercitazione di corsa ( 1000
m, 800 m, 600 m, 400 m, etc.). A lungo si è preferito
utilizzare il test di Cooper e rifersi alle varie tabelle
(fig.1), ma ben presto è stato evidente come il test di Leger,
per le informazioni che fornisce, appaia più significativo ai
fini della successiva programmazione dell'allenamento.
Variazione delle distanze coperte con il test di Cooper
- permette di testare
contemporaneamente tutta la squadra (Marella ,1993);- è più
attendibile del Cooper perchè è possibile regolare la
prestazione del calciatore che con questa metodica deve
impegnarsi necessariamente al massimo;con i cambi di senso al
termine dei 20 m permette di somministrare, a differenza del
Cooper, uno sforzo molto vicino a quello di gara dove mai gli
atleti utilizzano un corsa rettilinea ma sempre interrotta da
cambi di senso e direzione (con notevole impegno della
capacità di forza);- fornisce la massima velocità aerobica
del soggetto permettendo l'individualizzazione
dell'allenamento e la percentualizzazione del carico.
Test di Cooper
| Distanza |
Valutazione |
| m. 3.200 |
Ottimo |
| m. 2.800 / 3.200 |
Buono |
| m. 2.400 / 2.800 |
Sufficiente |
| m. 2.000 / 2.400 |
Mediocre |
| m. 2.000 |
Scarso |
Vantaggi della somministrazione del test navetta 20 m di Leger
- Risulta più specifico per i giochi
sportivi (frequenti cambi di senso, ritmo imposto
dall'esterno,ecc.)- fornisce indirettamente il valore di VO2
max dell'atleta senza dover ricorrere a test di laboratorio-
fornisce il dato relativo alla velocità massimale aerobica (VMA)-
conoscendo la VMA, consente di percentualizzare il carico in
funzione del singolo atleta ed al variare del periodo della
stagione agonistica.
Test dei 30 metri
* Fornisce indicazioni valide circa la
capacità di accelerazione del soggetto. E' da preferire nel
Calcio a 5 quello con partenza da fermo piuttosto che quello
lanciato, visto che il primo è il tipo di prestazione
maggiormente richiesta in gara dove piuttosto che la velocità
pura potrebbe essere utile la capacità di accelerazione per
giungere primo sulla palla. I tempi ottenuti si confrontano
con una apposita tabella di valutazione (tab.3). Per il test
in questione alcuni autori propongono di effettuare tre prove
per poter scegliere la migliore: in questo caso sarebbe
opportuno prevedere tra una prova e l'altra un intervallo di
recupero di almeno 2 minuti per favorire il ripristino
completo delle riserve energetiche di ATP e Fosfocreatina.
Altrettanto indicativo può essere sia il test sui 20 m che
quello sui 10 m in quanto queste distanze rappresentano gli
sforzi compiuti più di frequente dal giocatore di Calcio a 5.
Variazione dei tempi per il test dei 30 m
| Tempo in sec. |
Valutazione |
| 5.2" |
Insufficiente |
| 4.8" / 5.2" |
Discreta |
| 3.8" / 4.8" |
Buona |
| 3.8" |
Ottima |
Test a navetta
Fornisce indicazioni sulla potenza
anaerobica alattacida. Può essere preferito a quello dei 60 m
largamente diffuso nel calcio. Il motivo della preferenza
dell'uno anzichè dell'altro sarebbe da attribuire alla
elevata correlazione tra prestazione atletica utilizzata in
partita e gesto atletico richiesto nel test a navetta.Dato che
in una partita di Calcio a 5, considerate le dimensioni del
terreno di gioco, è praticamente impossibile per un giocatore
effettuare uno sprint rettilineo di 60 m, lo svolgimento del
test richiede che il soggetto percorra alla massima velocità
una distanza di 15 m, con un movimento di andata e ritorno,
per quattro volte. Il test è eseguibile, oltre che sulla
pista di atletica, anche sul terreno di gioco e prevede la
rilevazione cronometrica del tempo impiegato per eseguirlo
Test suicidio
Nel Calcio a 5 è preferito a quello
dei 300 m per indagare la potenza lattacida del giocatore.
Anche per questo test vale quanto detto per quello a navetta,
cioè risulta più vicino alle esigenze della partita di
Calcio a 5 a causa dei repentini cambi di senso. l'esecuzione
del test prevede che il soggetto compia alla massima velocità
20m con andata e ritorno, quindi in totale 40 m. Dopo una
pausa di 20" si ripete le sforzo, il tutto per 10 volte,
ossia per un totale di 400 m. L'esaminatore cronometra le
prove e, con il confronto tra i tempi, può avere un riscontro
effettivo dell'andamento della prova. Il test, come i
precedenti, è eseguibile sul terreno di gioco
Test Coverciano
Indaga la capacità di resistere alle
accelerazioni ripetute o, se si vuole, la capacità di
resistenza alla velocità. Consiste nel ripetere 11 volte la
distanza de 20 m con un recupero di 15" tra uno sprint e
l'altro. Nell'esecuzione si utilizza il cardiofrequenzimetro
per mettere in relazione i tempi ottenuti con le frequenze
cardiache registrate. Queste ultime forniscono informazioni
anche sulla capacità di recupero dopo uno sforzo anaerobico,
mentre la rilevazione dei tempi e la rappresentazione su assi
cartesiani possono informare il preparatore sulla capacità
del soggetto di mantenere elevate prestazioni anaerobiche nel
tempo (resistenza alla velocità
Periodicità della somministrazione dei test
Se alcuni preparatori propongono la
somministrazione dei test ogni 8 - 10 settimane, altri
propongono invece una scadenza standard, ossia all'inizio
della preparazione, al termine della fase agonistica. Altri
ancora preferiscono valutare nelle settimane che precedono la
pausa del campionato per poter programmare razionalmente i
cosiddetti richiami. Tutto questo non esclude la possibilità
da parte del preparatore o dell'allenatore di proporli in
qualsiasi momento della stagione agonistica per risolvere i
diversi quesiti che possono presentarsi eventualmente. A
proposito delle modalità di svolgimento delle varie batterie
di test che ciascun preparatore dovesse formulare, c'è da
dire che il riscaldamento riveste un'enorme importanza per il
successivo svolgersi dei test: dieci minuti nella stagione
calda e quindici - venti minuti in quella più fredda
dovrebbero garantire un sufficiente condizionamento ed una
ottimale attivazione per la successiva effettuazione delle
batterie. Il preparatore tenga ben presente che, di solito, i
test che indagano le capacità organiche vanno preceduti da
quelli che valutano le componente di forza e che quest'ultimi,
a loro volta, vanno preceduti da quelli che indagano le
capacità di sprint e di accelerazione. Infine, laddove si
prevedano più test eccessivamente faticosi, sarebbe opportuno
scaglionarli nell'arco di più sedute di allenamento, per non
permettere che i risultati di un test influenzino quelli del
successivo.
|